Quanto durerà? Il Governo non lo sa…

Quale sia la durata prevedibile e misurabile della grave recessione economica in atto il Governo – o almeno il Ministero del lavoro e delle politiche sociali – non sa dire…

Nella nota integrativa al disegno di legge di bilancio di previsione per l’anno 2021 e per il triennio 2021 – 2023 (art. 21 della Legge n. 196/2009) AC 2790 .


TABELLA n. 4 “Stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali per l’anno finanziario 2021 e per il triennio 2021-2023” si trova scritto testualmente:

“L’epidemia causata dal nuovo Coronavirus (COVID-19) ha cambiato la vita degli italiani e le prospettive economiche del Paese.
L’Italia ne è stata investita prima di altre nazioni europee ed ha aperto la strada sia in termini di misure di controllo dell’epidemia e di distanziamento sociale, sia nell’attuazione di misure economiche di sostegno. Queste ultime sono diventate
sempre più necessarie mano a mano che è stata rilevata la chiusura di molteplici
attività nella manifattura e nel commercio, nella ristorazione e nei comparti
dell‘alloggio, dell’intrattenimento e dei servizi alla persona.
Il crollo dell’attività economica, che si è registrato soprattutto dall’11 marzo in poi, è non solo senza precedenti, ma non verrà pienamente recuperato nel breve termine.
Ciò anche perché le misure precauzionali e di distanziamento sociale restano in vigore
nei paesi partner commerciali dell’Italia, rallentando la ripresa delle nostre
esportazioni di beni e servizi.
Le prospettive degli scambi internazionali sono state profondamente modificate dal
diffondersi della pandemia all’inizio del 2020 e i relativi effetti sulle politiche dei diversi Paesi appaiono ancora incerti. Il perdurare della pandemia potrebbe determinare una forte contrazione del commercio di beni e dell’economia mondiale, cui seguirebbe una  ripresa nel 2021.
Per gestire questa difficile situazione, il Governo ha avuto la necessità di varare una serie di misure per limitare le conseguenze economiche e sociali causate dalla chiusura delle attività produttive e dal crollo della domanda interna e mondiale”

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